martedì 2 febbraio 2010

C'è vita e vita

Nei blog che seguo ho aggiunto uno che mi ha colpito particolarmente, si chiama "Pensieri d'altura" ed è una sorta di libro di bordo/diario di viaggio di una famiglia, Marco e Enrica, con un figlio piccolo che ha scelto di vivere in barca ai Caraibi. Non li conosco, ma li ammiro. Quando giravo il mondo per mare mi è capitato varie volte d'incrociare piccole barche a vela con intere famiglie a bordo, per lo più francesi ed inglesi, o d'incontrarli alla fonda nelle rade più belle dei posti più disparati (ma loro, ovviamente, erano ancorati molto più sotto costa di me). Era una scelta di vita che mi affascinava e che, per certi versi, avevo fatto anche io. Ma l'andar per mare per lavoro (soprattutto su bestioni lunghi 250 metri e larghi 60) è una cosa, navigare liberi, senza orari da rispettare e, soprattutto, senza meta assecondando il vento e le stagioni è un'altra. Più di una volta mi sono fermato a parlare con qualcuno di questi marinai giramondo; ho imparato da loro a vedere la vita e a guardare il mondo da un punto di vista diverso. Mi hanno insegnato a capire le cose che hanno valore e quelle che non ne hanno affatto, ad apprezzare cose che possono sembrare scontate o insignificanti, a dare il giusto peso a (quasi) tutto. C'era gente che viaggiava su barche allucinanti, costruite nel giardino di casa nella periferia di Londra utilizzando ogni tipo di materiale, con bambini così abituati a stare in mezzo al mare che quando scendevano a terra avevano addirittura paura dei gatti! Altri, invece, che nella "vita precedente" erano manager o professionisti di successo e che avevano mollato tutto per inseguire un sogno. Altri ancora che, delusi da tutto, avevano trovato rifugio in quella vita errabonda e affascinante. Una variegata tribù di sognatori avventurosi, gli ultimi veri poeti viventi. Il profeta di questa filosofia di vita è stato il francese Bernard Moitessier, scomparso nel 1994 dopo aver navigato in lungo e in largo su tutti i mari del mondo ed aver vissuto in barca moltissimi anni in Polinesia "per salvare la mia anima" - come scrisse lui stesso. Ha scritto molti libri sulle sue avventure che sconfinano nella filosofia. E' stato, a mio parere, uno dei più grandi uomini del XX secolo.
Oggi, ahimè, sono andato in banca e ho visto trattare a pesci in faccia una povera signora da un impiegatuccio che si sentiva un Dio dietro a quel ridicolo sportello da dove pontificava. Ho pensato a Marco e a Enrica e a Bernard Moitessier, ho guardato in faccia quel piccolo uomo dietro al suo sportello e sono uscito dalla banca schifato. E' proprio vero: c'è vita e vita!!