mercoledì 7 luglio 2010

Indovinello

Dato che sono veramente nauseato da tutto ciò che la casta politica (di qualunque colore) di questo Paese ci propone in continuazione, ho cercato di fare mente locale e rispolverare tutte le mie conoscenze della storia del secolo scorso apprese sui libri. Ma non i testi scolastici sui quali hanno studiato diverse generazioni d'italiani, compresa la mia, che venivano pubblicati dalle case editrici che, in un modo o nell'altro, facevano capo ai tromboni democristiani, socialisti e comunisti che in Italia si sono susseguiti e si sono ingrassati dal dopoguerra in poi. No, ho cercato di documentarmi su testi più obiettivi e, soprattutto, su libri scritti da autori stranieri e pubblicati da case editrice estere (la conoscenza delle lingue mi ha aiutato molto anche in questo).
Alla fine il risultato è deprimente se facciamo un raffronto tra i grandi nomi di cui il nostro passato è pieno e ciò che, invece, la politica nostrana ci ha propinato negli ultimi 65 anni.
Allora mi è venuto in mente di fare un indovinello: non ci piacerebbe essere governati da un uomo (o da una donna) che avesse e applicasse gli ideali di cui si può leggere una estrema sintesi di seguito? Sappiamo di chi sono? Non sono assolutamente moderni e, al tempo stesso, rivoluzionari e romantici?


“Sarà un giovane. Io non sarò più. Lasciate passare questi anni di bufera. Un giovane sorgerà. Un puro. Un capo che dovrà immancabilmente agitare le nostre idee: collaborazione e non lotta di classe; carta del Lavoro e socialismo; la proprietà sacra fino a che non diventi un insulto alla miseria; cura e protezione dei lavoratori, specialmente dei vecchi e degli invalidi; cura e protezione della madre e dell’infanzia; assistenza fraterna ai bisognosi; moralità in tutti i campi; lotta contro l’ignoranza e contro il servilismo verso i potenti; potenziamento, se si sarà ancora in tempo, dell’autarchia, unica nostra speranza fino al giorno utopistico della suddivisione fra tutti i popoli delle materie prime che Iddio ha dato al mondo; educazione per tutti giovani in profondità e non, purtroppo, in superficie come è avvenuto per colpa degli avvenimenti e non per deficienza ideologica, e meritocrazia”.



"La socializzazione mondiale, e cioè: frontiere esclusivamente a carattere storico; abolizione di ogni dogana; libero commercio fra Paese e Paese, regolato da una convenzione mondiale; moneta unica e, conseguentemente, l'oro di tutto il mondo di proprietà comune e così tutte le materie prime, suddivise secondo i bisogni dei diversi Paesi; abolizione reale e radicale di ogni armamento”.



“Il lavoratore che assolve il dovere sociale senz'altra speranza che un pezzo di pane e la salute della propria famiglia, ripete ogni giorno un atto di eroismo. La gente che lavora è infinitamente superiore a tutti i falsi profeti che pretendono di rappresentarla. I quali profeti hanno buon gioco per l'insensibilità di chi avrebbe il sacrosanto dovere di provvedere. Per questo sono stato e sono ....................”!