Dato che sono veramente nauseato da tutto ciò che la casta politica (di qualunque colore) di questo Paese ci propone in continuazione, ho cercato di fare mente locale e rispolverare tutte le mie conoscenze della storia del secolo scorso apprese sui libri. Ma non i testi scolastici sui quali hanno studiato diverse generazioni d'italiani, compresa la mia, che venivano pubblicati dalle case editrici che, in un modo o nell'altro, facevano capo ai tromboni democristiani, socialisti e comunisti che in Italia si sono susseguiti e si sono ingrassati dal dopoguerra in poi. No, ho cercato di documentarmi su testi più obiettivi e, soprattutto, su libri scritti da autori stranieri e pubblicati da case editrice estere (la conoscenza delle lingue mi ha aiutato molto anche in questo).
Alla fine il risultato è deprimente se facciamo un raffronto tra i grandi nomi di cui il nostro passato è pieno e ciò che, invece, la politica nostrana ci ha propinato negli ultimi 65 anni.
Allora mi è venuto in mente di fare un indovinello: non ci piacerebbe essere governati da un uomo (o da una donna) che avesse e applicasse gli ideali di cui si può leggere una estrema sintesi di seguito? Sappiamo di chi sono? Non sono assolutamente moderni e, al tempo stesso, rivoluzionari e romantici?
“Sarà un giovane. Io non sarò più. Lasciate passare questi anni di bufera. Un giovane sorgerà. Un puro. Un capo che dovrà immancabilmente agitare le nostre idee: collaborazione e non lotta di classe; carta del Lavoro e socialismo; la proprietà sacra fino a che non diventi un insulto alla miseria; cura e protezione dei lavoratori, specialmente dei vecchi e degli invalidi; cura e protezione della madre e dell’infanzia; assistenza fraterna ai bisognosi; moralità in tutti i campi; lotta contro l’ignoranza e contro il servilismo verso i potenti; potenziamento, se si sarà ancora in tempo, dell’autarchia, unica nostra speranza fino al giorno utopistico della suddivisione fra tutti i popoli delle materie prime che Iddio ha dato al mondo; educazione per tutti giovani in profondità e non, purtroppo, in superficie come è avvenuto per colpa degli avvenimenti e non per deficienza ideologica, e meritocrazia”.
"La socializzazione mondiale, e cioè: frontiere esclusivamente a carattere storico; abolizione di ogni dogana; libero commercio fra Paese e Paese, regolato da una convenzione mondiale; moneta unica e, conseguentemente, l'oro di tutto il mondo di proprietà comune e così tutte le materie prime, suddivise secondo i bisogni dei diversi Paesi; abolizione reale e radicale di ogni armamento”.
“Il lavoratore che assolve il dovere sociale senz'altra speranza che un pezzo di pane e la salute della propria famiglia, ripete ogni giorno un atto di eroismo. La gente che lavora è infinitamente superiore a tutti i falsi profeti che pretendono di rappresentarla. I quali profeti hanno buon gioco per l'insensibilità di chi avrebbe il sacrosanto dovere di provvedere. Per questo sono stato e sono ....................”!
mercoledì 7 luglio 2010
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