lunedì 9 maggio 2011

C'era una volta

C'era una volta un mondo in cui la gente poteva sognare perchè credeva nel futuro e sapeva che la propria vita avrebbe avuto la possibilità di migliorare secondo le capacità ed i meriti di ognuno. C'era una volta un mondo in cui i giovani avevano dei capi di governo che erano esempi a cui ispirarsi ed a cui far riferimento. C'era una volta un mondo in cui la verità, la lealtà, l'onestà e l'onore non erano parole fatue senza alcun significato. C'era una volta un mondo in cui i valori morali, sentimentali e affettivi erano al di sopra di tutto. C'era una volta un mondo in cui i pagliacci si trovavano solo nei circhi equestri, i delinquenti in galera e le mignotte nei bordelli. C'era una volta un mondo in cui se un poliziotto sparava per difendersi da un malvivente che cercava di ucciderlo il poliziotto veniva decorato e al malvivente certamente non si intitolavano piazze o strade o si mandava la mamma in parlamento. C'era una volta un mondo in cui non esisteva l'ipocrisia e il falso buonismo che permette a poveracci di tutte le razze di abbandonare le loro terre per fare i disperati in giro per nazioni che non conoscono e dove non si integreranno mai, invece di aiutarli concretamente facendoli progredire nella loro patria con investimenti adeguati. C'era una volta un mondo in cui non si rinnegava il proprio passato per puro opportunismo, non si tradivano i propri ideali per una poltrona. C'era una volta un mondo...............................



Alzo la testa dai libri di storia, dalle riviste datate, dalle vecchie fotografie d'epoca, dagli appunti scarabocchiati a scuola tanto tempo fa, dai diari di mio nonno e di mio padre, dalle lettere ingiallite di tanti sconosciuti comprate per pochi spiccioli sulle bancarelle di qualche mercatino di un paese sperduto. Alzo la testa ed ho davanti lo schermo di un moderno computer che mi riporta alla realtà con una miriade di immagini e di articoli. Al lato b di Pippa Middleton, alla faccia da "pupazzo del ventriloquo" di un primo ministro, alla bocca e alle tette rifatte di una delle sue favorite che ha piazzato in un posto di rilievo senza avere nessun merito ed alcuna capacità, alle bandiere rosse con la falce e martello dei tanti idioti a cui la storia non ha insegnato niente, ad uno dei tantissimi personaggi che passano le giornate giocando a tennis e sorseggiando aperitivi sulla terazza di un club esclusivo anzichè stare in galera. E cerco disperatamente di trovare qualcos'altro in questo infinito "mondo virtuale", qualcosa che ci ricordi che siamo uomini, che abbiamo un'anima, che dovremmo avere dei valori e degli interessi diversi, ma niente. Niente di niente. Ed ecco apparire le facce dei partecipanti ai tantissimi reality show in giro per il mondo che dispensano autografi accanto alle immagini di un bambino africano, che si illudeva di trovare una vita migliore di quella che aveva vissuto nel suo paese, morto annegato tra le braccia della madre che non riesce più a piangere e guarda smarrita un uomo in divisa che le indica dove andare. E giro pagina per trovare ancora il culo di Pippa, ma ripreso da un'altra angolazione. E poi i tanti gossip sui calciatori con le modelle, le attrici con i banchieri, i cantanti, i politici, con altre attrici. E vado più sotto per leggere un trafiletto, quasi impercettibile, poco più di qualche riga, che dice che un uomo si è dato fuoco perchè non riusciva più a mantenere la propria famiglia. E chissenefrega tanto, a caratteri cubitali, c'è la notizia che intressa tutti: il tronista è stato visto con una non meglio identificata zoccola di turno! E allora siamo tutti contenti, inebriati da questa informazione partorita da una delle donne più importanti e influenti di una nazione senza più storia perchè gestisce una buona parte dei programmi televisivi che si occupano di questi imbecilli. Ma se ci sono milioni di altri imbecilli che li guardano allora ha ragione lei. E' vero: ha ragione lei e torto io. E allora ecco che mi tornano in mente le lettere ingiallite e tutto il resto e penso con tristezza mista a rabbia a tutto questo. E, allo stesso tempo, vorrei essere come il protagonista del film La leggenda del pianista sull'oceano, che non scende mai, ma proprio mai, dalla sua nave che è diventata tutto il suo mondo, tutta la sua vita, tutti i suoi sogni.


C'era una volta un mondo..............

lunedì 21 febbraio 2011

Lettera a Silvia

Non so se la persona a cui é indirizzata questa lettera aperta leggerà mai questo post. E semmai lo farà non so neanche se capirà che é lei la persona di cui sto scrivendo. Così come non so se anche l'altro amico di cui accenno, tra le righe del post, farà altrettanto. Ma non importa e il post lo scrivo lo stesso. E lo faccio seduto davanti ad una plancia piena zeppa di moderni strumenti di navigazione che mi indicano, tra le tante cose, anche la rotta che sta percorrendo la mia nave. Una rotta precisa, ma che tiene conto dei temporali previsti lungo il percorso, dell'intensità del vento e della forza del mare segnalate nei vari settori del tracciato. E, quindi, di possibili deviazioni per evitare inutili sofferenze ai passeggeri, all'equipaggio e alla stessa nave. Per poi, una volta superato il peggio, rimetterci in rotta e riprendere il nostro cammino originario verso la destinazione, la meta prefissata. Naturalmente gli imprevisti possono sempre capitare e si deve essere pronti e preparati ad affrontarli.
E pensando a tutto questo ho trovato delle analogie con lo stato d'animo di Silvia, che é certamente una donna sensibile e generosa ma che, talvolta, non ammette e non accetta la realtà. Così come accade al suo più fedele "ammiratore virtuale" che, da un pò di tempo a questa parte, non si da pace perchè si ritiene colpevole della defezione di Silvia dai commenti al suo blog. E allora cosa fa? Si pente di non aver cancellato i commenti che avrebbero scatenato questa defezione e le chiede umilmente scusa. Commenti che, però, prima aveva condiviso ed accettato non pensando che ciò scatenasse le ire della sua "amica", dimostrando, così, un'incoerenza ideologica sorprendente.
Ciao Silvia, le cose che ho scritto su quel blog le penso veramente, ma non devi volermene per questo. Credo che le persone perbene non debbano, necessariamente, pensarla allo stesso modo per scambiarsi opinioni o pareri. Penso anche che tu sia una donna buona e, come ho detto prima, sensibile e generosa. Per te scrivere é veramente importante e, quindi, dovresti continuare a farlo finchè ti farà piacere continuare. Cerca, però, di non attaccare sempre briga per partito preso. Di non insultare gli altri semplicemente perchè non la pensano come te. Di non rimanere sempre sulla stessa rotta anche se vedi che di prua ci sono temporali e il mare é grosso. Di non far soffrire un anziano signore che con te, credo, si é sempre comportato bene. E a quel signore ricordo, però, che la lealtà (di cui spesso accenna nei suoi scritti) non é rinnegare i propri ideali solo per riconquistare l'amicizia di una signora conosciuta per caso "navigando" sul web.
Addio Silvia, spero che tu riesca di nuovo a navigare serena e a raccontare le storie e i sentimenti che ti vengono in mente. Ma ti ripeto il consiglio che già mi é capitato di darti: esci un pò di più, cerca di trovare più interessi al di fuori del mondo virtuale nel quale passi gran parte del tuo tempo, cerca il vento pulito, vai a guardare le stelle su quella montagna che tanto ami con indosso i tuoi vecchi scarponi, cerca quella bambina di cui hai scritto tempo fa e accarezzale i capelli per farla sentire importante. Io continuo sulla mia rotta, cercando di evitare, per quanto mi é possibile, temporali e tempeste. Ma so che, inesorabilmente, qualche volta ci incapperò. Questa é, oltre alla navigazione della mia nave, anche la storia della mia vita e a me va bene così.