martedì 1 giugno 2010

Un libro

E' da molto tempo che non scrivo su questo mio blog. In realtà ho scritto veramente molto poco. Tra l'altro negli ultimi mesi sono stato quasi sempre in giro per lavoro e, anche volendo, non ho avuto il tempo materiale per farlo (e neanche la voglia). In questo periodo ne sono successe di cose, in Italia e nel mondo, che avrebbero potuto essere argomento per post e commenti vari. Il vulcano islandese, due incidenti aerei tragici, la marea nera del Golfo del Messico, il Guatemala in ginocchio a causa di eventi naturali violenti, Clemente Mastella che vuole andare all'Isola dei famosi, sua moglie che fa sapere - dagli arresti domiciliari - che non vuole perchè è gelosa, lo yacht di Briatore sequestrato, sua moglie che perde il latte e il loro bimbo che si dispera, preti pedofili che spuntano come funghi, assassini arrestati dopo anni e anni dall'aver commesso il reato, l'economia internazionale che non decolla, la "buonuscita" milionaria di Santoro, la morte di Raimondo Vianello - uno dei pochi veri "signori" della televisione pubblica e privata, i pirati sulle strade italiane - e quelli nel Golfo di Aden - sempre più numerosi, la disoccupazione che aumenta, l'Euro che affonda, madri depresse che ammazzano i propri figli, maestre che maltrattano i loro piccoli allievi, la Grecia in bancarotta, i tragicomici siparietti della politica italiana (recitati da attori di tutte le parti e di ogni colore), soldati di molte nazioni che continuano a morire in Afghanistan, notabili e "cricche" che continuano a rubare, etc. etc. Come si vede ce n'è per tutti i gusti e l'elenco potrebbe continuare per pagine e pagine.
In mezzo a questo deprimente panorama l'altro giorno ho letto un libro che ha scritto un mio amico/collega (vedi immagine nel post). L'ho trovato molto bello e vorrei consigliarlo a tutti. E' una raccolta di racconti che distrae la mente e l'anima almeno per un pò. E' stato pubblicato da una casa editrice siciliana (Kimerik) ed il ricavato spettante al mio amico verrà devoluto interamente ad una Onlus che si occupa di bambini gravemente malati. Si può acquistare sul sito della casa editrice di cui sopra.
In un mondo come questo in cui viviamo in cui sembrano avere sempre il sopravvento i furbi, i malfattori, i disonesti, gli sleali, i voltagabbana, gli sfruttatori, leggere storie di un mondo fantastico e giusto - immaginando che possa esistere, un giorno, davvero - trovo che non possa che fare bene alla mente e al cuore di tutti.

2 commenti:

  1. Se non avessi trovato un tuo bel commento ad un mio post non avrei visitato il tuo blog perché ti sapevo fermo da molto, troppo tempo.
    Mia mancava la tua saggezza, la tua bonomia, il tuo modo un po' matematico di affrontare certi problemi quotidiani. Sarà perché ci sei avvezzo per via della tua professione, a me non riesce né viene in mente, e ti invidio -si fa per dire- questa tua capacità.
    Sì, ce ne sarebbero stati per te di argomenti per produrre post in questa tua fase di silenzio voluto. Ma sta certo che adesso ti potrai rifare: purtroppo non credo che le cose vadano meglio, anzi temo che peggiorino.
    Bella l'idea di mettere la foto della copertina di un libro.
    Leggete buoni libri, amici e promulgatene la lettura. Non ci sono tanti buoni libri in circolazione, purtroppo.
    Adesso verrò a consultarti ogni giorno. Ciao.

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  2. Quando non ci sono bei libri da leggere io mi ritrovo in mano quelli che da più di vent'anni riposano nella mia biblioteca. NOMADI DI Gary Jennings edito da Rizzoli nel 1988 è la storia di un piccolo circo nel 1865 che percorre le strade della Virginia alla fine della guerra di secessione americana. Di questo piccolo gruppo di persone mi hanno colpito le loro illusioni, i lori sogni, le loro incertezze e fatiche quotidiane, la loro arte quella circense che dura solo l'attimo di una sera. Il loro viaggio che li fa giungere fino in Europa parla dei segreti e delle miserie, dello splendore dell'animo umano e chi ama il circo scopre la vita di questo magico mondo descritta fin nelle sue pieghe più intime. Leggo un quotidiano o due quasi tutti i giorni e per riprendermi da tanto squallore ho bisogno come dell'aria di buoni libri, bei pensieri, storie di vita non edulcorate ma vive e seppur tragiche degne di essere vissute e di essere definite tali. La comicità e la tragedia fanno parte del nostro vissuto quotidiano e non c'è neppure bisogno di leggere i giornali per capirlo. In piccole o grandi dosi digeriamo di tutto senza elaborarlo a sufficienza, eliminiamo dalla nostra mente così bene le storture del mondo che ci circonda da funzionare meglio di un inceneritore. Fino a quando non ci toccano da vicino ed allora oltre a cercare di risolverle passo a Maigret di Georges Simenon ed alla sua saggezza esercitata perfino in mezzo ad una discarica. Non cerco nei libri la panacea a tutti i mali ma alleggerisco il disgusto trasformandolo in idee, in un futuro da vivere e da cui non nascondersi, per aver la forza il giorno successivo di ascoltare il giornale radio o di leggere un quotidiano,per aprire gli occhi e richiuderli quando ho sonno senza rimanere annichilita da tanto orrore. Per reagire quando ne ho la possibilità e non girare la testa altrove. Mi piace camminare mentre leggo, mi aiuta a riflettere e sono stata abituata a farlo da mio nonno materno. Seguo percorsi facili ovviamente e ben conosciuti che se diventassi cieca del tutto saprei misurare senza cadere tanto li conosco bene.Ho imparato anche a scrivere a macchina senza guardare i tasti e sto cercando di farlo al computer sebbene alcune lettere siano posizionate diversamente. Qualcuno a me caro controlla il lavoro finito e per ora i risultati sono soddisfacenti. Dall'altra parte, dietro la porta c'è sempre il mondo da scoprire. In certi giorni si fa fatica ad aprire quella porta ma mai bisogna smettere di abbassare la maniglia o si rischia di allontanarsi dalla realtà così come è e di cercare di decifrarla. La curiosità per ora vinve sull'orrore. I cuccioli delle marmotte sono così curiosi da rimanere incantati davanti all'apparire dell'uomo sul sentiero: la madre fischia loro di scappare dentro la tana ma quelli rimangono paralizzati dalla loro curiosità. Ecco a volte mi sento come loro e spero di non incontrare un cacciatore che se ne approfitti. Buon'estate e buon lavoro!

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