
Durante una passeggiata che ho fatto questa mattina nei boschi intorno a casa mia ho voluto fare un pò di fotografie. Mi ero portato dietro la macchina digitale perchè avevo visto, prima di uscire, che la brina si era gelata (credo che il fenomeno si chiami galaverna) e immaginavo che si potesse fare qualche scatto bello. Ho scelto, tra tutti, questo che ho messo nel post. Non so se sia bello o meno, ma mi ha ispirato. Soprattutto mi ha fatto riflettere su un dubbio che avevo: vale la pena continuare a scrivere su un blog? Avevo già detto che non sarei mai diventato un "blogger" accanito perchè non ho ne la capacità ne la voglia, ma oggi ho avuto la sensazione che questa mia convinzione mi stia portando alla fine di questa esperienza molto rapidamente. Facendola diventare, così, una parentesi veramente breve, quasi effimera. Ho avuto già modo di scrivere che camminare aiuta a pensare, a riflettere, a ragionare, anche a sognare. E allora l'analogia con questa foto, con questo sentiero in mezzo ad alberi gelati, è come mi sembra che sia la strada all'interno di un blog. Ho l'impressione che tutto intorno a ciò che si scrive ci sia la stessa atmosfera che c'è intorno al sentiero dell'immagine che ho messo in questo post. Un sentiero deserto e freddo, dove ognuno scrive ciò che pensa, magari illudendosi che a qualcun altro interessi o incuriosisca, pensando anche di farlo bene, esprimendosi in termini corretti e senza errori grammaticali. Ma a che serve? Scusatemi per questi dubbi, ma mi piacerebbe capire se continuare oppure dire, come ho detto migliaia di volte durante le comunicazione da bordo: "passo e chiudo".
Benvenuto nel tormento dei blogger, gente che non fa che domandarsi: ma chi me lo fa fare? Perchè diavolo mi sono messo in testa di avere un blog? E se non fosse niente altro che esibizionismo? e... e... e...
RispondiEliminaSono andata a vedere quando ho avuto voglia, per la prima volta, di piantare lì il blog: due settimane dopo l'inizio. Niente di patologico nei tuoi sintomi, quindi. Per non scrivere cose già scritte o di altri, ti lascio dei link che potrebbero interessarti. La risposta che mi è piaciuta di più è la prima http://andreafasola.blogspot.com/2009/11/dalle-nebbie-degli-studi.html
... e poi:
https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3819370177536821524&postID=5789828394130272120&isPopup=true
... e poi:
http://giorgiobardaglio.blogspot.com/2009/11/pensa-un-blog.html
... e poi, fai come vuoi, il blog è tuo, (però, povero billy..)
In una cosa non sono d'accordo, Enrico, e cioè quando affermi che ti sembra che intorno a ciò che scrivi non ci sia altro che un'atmosfera gelida. Non è assolutamente vero, e lo dovresti sapere bene ormai come si surriscaldino gli animi e con che passionalità si intervenga in un blog! E come grazie ad un blog si possano instaurare rapporti amichevoli, ricchi di sincero affetto, anche se non ci si è mai frequentati personalmente. Io "navigo" fra vari blog, certamente quelli più congeniali alla mia personalità, e devo dire che nel leggere determinati post, nel commentarli, nel leggere le opinioni degli altri followers, mi sono arricchita dal punto di vista culturale, umano e sociale. Quindi sta solo a te stabilire se ne vale la pena continuare, ma di certo noi che ti leggiamo siamo tutt'altro che gelidi! Ciao!
RispondiEliminaCiao Silvia e ciao Ornella, grazie ad entrambe per le risposte.
RispondiEliminaCome mi è già capitato di dire poche ore fa: scusatemi per i dubbi, ma credo che sia lecito averne. Penso che chi nella vita non ha mai dubbi sia un.......fesso (detto "pane al pane e vino al vino"). A presto
Un uomo privo di dubbi è sicuramente uno sciocco o un presuntuoso, oppure un pessimista ad oltranza: c'è infatti chi è sicuro di essere inseguito dalla jella e che tutto gli andrà sempre male nella vita, e che tutti ce l'hanno con lui e...e...e...
RispondiEliminaDi tutti questo é il peggiore.
I dubbi occorrono per migliorare il proprio Leistung, cioè la capacità di cercare e di dare prestazioni; occorrono per trovare la strada più sicura, più veloce, migliore insomma per conseguire un risultato, per raggiungere un traguardo. Ma guai se sono fini a se stessi e se portano il dubbioso in un cul de sac.
Oltre gli alberi che hai fotografato tu (mi ricordi mio padre, che andava cercando simili soggetti, ma lavorava in bianco e nero)guarda attentamente e vedrai il cielo, la libertà, l'infinito. Comico, ma naturale, che ogni qualvolta si cerchi l'infinito o l'infinitamente grande, automaticamente si volgano gli occhi al cielo; mai per terra.
È una riflessione banale, ma, se ci pensi, tutto quel che facciamo è banale. Solo Dio e alcuni santi non fanno mai cose banali.
E poi io non commento per mettermi in mostra, come non lo fai certamente tu, né tantomeno Silvia oppure Ornella. È un modo di sentiersi vicini, aderenti ad una realtà che non è virtuale, ma spirituale.
Oddio, adesso mi converto da solo!
Basta, basta, non dirò più niente sopra un argomento rivelatosi all'improvviso così spinoso.
Ciao
Ciao Vincenzo, grazie anche a te per il commento che hai postato e che mi ha fatto venire in mente, non so bene perchè, uno degli "epitaffi" della Antologia di Spoon River, più esattamente quello di William Goode: "A tutti nel villaggio pareva senza dubbio, che io andassi qua e là, senza scopo.
RispondiEliminaMa qui accanto al fiume si possono vedere al tramonto
i pipistrelli dalle morbidi ali svolazzare a zig-zag,
devon volare così per acchiappare del cibo.
E se avete mai perduto il cammino di notte
nel profondo del bosco accanto al guado di Miller,
e infilato più strade,
dovunque la luce della Via Lattea scintillasse,
tentando di trovare il sentiero,
capireste che io cercavo la via
con lo zelo più serio, e che tutto il mio errare
era un errare a questo scopo".
(Edgar Lee Masters)