mercoledì 20 gennaio 2010

Realtà e supposizione

In questi giorni si è molto parlato (e si continua a parlare) dell'anniversario della morte di un politico della Prima Repubblica Italiana. E' stato un "crescendo wagneriano" cominciato in sordina più di un mese fa per raggiungere il suo apice mediatico l'altro ieri.
Io, sinceramente, confesso di non essere molto ferrato su questo argomento, ma mi ha incuriosito tutto l'interesse che questo anniversario e le commemorazioni ad esso correlate (a quanto ho capito ce ne sono state diverse) hanno destato. All'epoca dei primi scandali (così li chiamavano allora) legati alle varie inchieste, che sono passate alla storia con un nome pittoresco, ero quasi sempre lontano dall'Italia e, quindi, non ho avuto il privilegio di seguire in diretta il tutto. Sono diventato più "stanziale" quando il politico di cui sopra si era rifugiato all'estero da più di un anno e, di conseguenza, tutte le notizie sull'argomento le ho apprese "in differita". Ma, per fare una sintesi, mi pare che la cosa sia stata così: all'inizio degli anni 80 quel signore comincia una sorta di revisionismo del partito a cui appartiene che lo allontana dai vecchi canoni di partito di sinistra. Per un decennio l'ascesa politica di quel leader e del suo partito è inarrestabile. Immagino che in quel periodo abbia fatto alcune cose buone per l'Italia, ma credo anche molte altre meno buone. Poi, all'improvviso, vengono fuori soldi in nero, mazzette, regalie, denaro che sparisce misteriosamente, spalloni che lo portano in Svizzera ed in altri posti sicuri, complici di tutti i tipi ed in tutto il mondo, debito pubblico alle stelle. Naturalmente quel signore non è l'unico politico ad essere invischiato in quest'orgia finanziaria, ma sembra essere uno dei principali attori. Insomma, il periodo delle vacche grasse era finito miseramente. Ma più di una vacca si era ingrassata a dismisura. Facciamo finta che la realtà sia diversa e queste siano solo supposizioni che fanno sì che oggi si vogliano intitolare strade e piazze al politico in questione (ricordo che strade e piazze sono intitolate a Garibaldi, a Napoleone, a Giulio Cesare, a Nobel, a Sant'Agostino, etc. etc. - non so se l'accostamento possa essere edificante). Mi piacerebbe, data la mia ignoranza (voce del verbo ignorare), che qualcuno mi dicesse la verità su questo argomento che ha riempito le pagine dei giornali italiani nell'ultimo mese. Perchè, al momento, ripensando alla realtà e alla supposizione mi viene in mente il grande Totò e una sua battuta in non so più quale film, che diceva: "se le cose reali le mettiamo da parte, le supposte dove le mettiamo"?

5 commenti:

  1. Non ti posso aiutare su Totò, non ho visto quel film, ma la battuta è fulminante.
    Per il politico di cui parli credo che al suo tempo sia stato vittima di uno tsunami politico: una parte voleva travolgere un'area di potere ed il suo capo carismatico. Da Mani pulite è stata spazzata via la destra democristinana ed il Partito Socialista craxiano; il resto è rimasto, ma allo sbando. Pensa quello che sarebbe successo se non fosse apparsa all'orizzonte politico una carta moschicida come Berlusconi: non ci sarebbe stata mai Forza Italia, cioè il raschio di botte di tutti i dispersi, i transfuga, i topi squittenti come li chiamo io, che oggi infuriano sulla scena politica riciclati e risciacquati in nuove acque. Non ci sarebbe stata l'Italia di oggi, bene o male libera e democratica. Non credo ai comunisti al potere, si erano già da tempo autoeliminati e spezzettati in tanti partitini; ma penso che avremmo avuta la peggiore fase politica del dopoguerra, con gli avanzi degli avanzi a spartirsi le poche poltrone disponibili, pronti a saltare da destra a sinistra e ritorno, come le migliori prostitute; come quel politico bello e ben pettinato che sembra abbia aperto una cooperativa di forni o di bordelli non si capisce tanto bene.
    Sono di destra, come ti ho detto, ma non mi sento berlusconiano; però me lo tengo, perché sono convinto trattarsi del male minore. Faccia pure i suoi interessi, se farà contemporaneamente gli interessi della gente. Li farà?
    Per quel che riguarda Craxi, credo che avesse il piglio dell'uomo forte e sicuro, lo stesso che aveva Mussolini nel 1922. Penso che avesse anche il sufficiente carisma per essere paragonato a Mussolini, penso alla vicenda di Sigonella; non credo che sarebbe mai arrivato alla dittatura, i tempi erano ormai passati. Ma certamente qualcosa di sbagliato, di tanto sbagliato, ha fatto. Ci fu accanimento contro di lui, perché lui doveva cadere. Oggi però è troppo presto per resuscitarlo. Questo è il mio modestissimo contributo, Enrico.

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  2. Si vuole riabilitare Craxi perchè in questo modo il suo diretto discendente, cioè il nostro primo ministro con tutta la sua corte di nani e ballerine di craxiana memoria, crede di potersi rifare anch'egli una reputazione illibata!

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  3. Ai tempi di Craxi avevo tanto di quel da fare che a malapena sapevo che quel faccione era il capo del governo. Una cosa che ricordo benissimo è questa: una sera vidi "un giorno in pretura", con un Di Pietro togato che lo interrogava. Il fare quasi intimidatorio che aveva assunto con gli altri politici si dileguò al cospetto di Bettino, anzi le parti si invertitono e Tonino divenne stranamente mansueto. Il motivo, non lo so.
    Quello che più mi dà fastidio di tutta la storia attuale about Craxi, invece, è questo ragionamento: dato che tutti rubavano, allora vuol dire che era lecito farlo, allora lui è una vittima, anzi, già che ci siamo perchè non lo facciamo santo?

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  4. Dimenticavo: grande Totò, anch'io non ho visto il film, ma se vuoi sapere dove metterei le supposte, vai a leggerti questo post
    http://fuma62.blogspot.com/2009/12/e-la-vigilia-di-natale-e-sono-quasi.html

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  5. Quello delle supposte me lo ricordo benissimo e mi ci sono fatto le matte risate.
    Volevo dirti brava perché anch'ìo avevo visto quella scena dell'inquisito che diventa inquisitore, con di pietro ridimensionato e diventato ancor più piccolo e più brutto. Me l'hai ricordata tu.
    Ti chiedi il perché. Eccoti lo iacopensiero: di pietro sapeva chi aveva di fronte, probabilmente l'uomo più forte politicamente del momento, che POTEVA anche essere ASSOLTO in quel processo. Voleva guadagnare un buon account. Non si sa mai, avrà pensato, se me lo tengo buono e questo esce pulito ci guadagno di sicuro.
    Bando alle chiacchiere: credo che la personalità straripante di Craxi, non la negano nemmeno i suoi acerrimi nemici, abbia fatto abbassare le orecchie a quel querulo tapino.

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