Da settimane leggo una grande pubblicità sul film Avatar, ennesimo colossal americano dal costo abnorme (mi sembra che si parli di 400 milioni di dollari). Certamente sarà spettacolare e gli effetti speciali fantascientifici (i nostri amici d'oltreoceano queste cose le sanno fare). Ho letto anche che la trama è vagamente, ma neanche tanto, "fantaecologica". Quindi, finalmente, dopo gli indiani cattivi, il napalm buono, i vari detective duri e puri, e altre amenità tipiche della filmografia americana, anche Hollywood si accorge che bisogna sensibilizzare il pubblico sul dramma ecologico che il nostro pianeta sta, da anni, vivendo. E, se queste sono le intenzioni, mi auguro che effettivamente abbiano l'effetto voluto.
Sulla scia di tanto trambusto mediatico l'altro ieri ho voluto mettere un mio "avatar" per identificarmi nel blog (non so se qualcuno lo ha notato): Willy Coyote. Personaggio che ho sempre amato per la tenacia con cui persegue il suo obiettivo (prendere Beep Beep), nonostante centinaia di sfortune, che riesce a catturare l'odiato antagonista. Non credo che gli farà del male, in fondo è un sognatore e, come tale, difficilmente violento. Ma la soddisfazione di stringere per il collo quel "sapientino" di Beep Beep deve essere immensa.
Ecco, se la vita fosse un cartone animato, ci vorrebbero più Willy Coyote e meno Beep Beep. Sono sicuro che, se fosse così, non sarebbe necessario arrivare a spendere 400 milioni di dollari per fare un film che si chiama Avatar per dire alla gente, in un marasma di effetti speciali in 3D, che il nostro pianeta, grazie ai tanti Beep Beep, sta morendo.
sabato 16 gennaio 2010
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Si, l'ho notato, e avevo giusto in mente di chiedertene ragione. Non sono esperta di cartoni animati, ma questi due personaggi non mi dicono granchè: beep beep è un antipaticissimo provocatore, e willy il coyote è un pò sfigatello, perchè si lascia provocare e rovinare la vita da un essere insulso. Vorrei dire al tuo avatar: perchè non fai qualcosa di più divertente?
RispondiEliminaCioè, per tornare alla vita reale: possiamo anche rincorrere un obiettivo per tutta la vita, ma ogni tanto fermiamoci a pensare se è davvero quello che vogliamo, o se stiamo correndo dietro a qualcosa per cui non vale la pena dannarsi tanto.
Quanti italiani hanno la vita rovinata da un essere insulso, e quanti godrebbero nel potergli stringere il collo come Willy il Coyote con Beep Beep! E come Willy, non bisogna arrendersi e perseverare!
RispondiElimina"Avatar" andrò a vederlo domenica prossima, in tedesco, sai ghe bello!
RispondiEliminaPer quanto riguarda Willy Coyote e Beep Beep, al tuo posto avrei scelto Paperino, che è molto più simpatico e un tantino meno sfigato. Perché si può anche nascere sfigati, ma perbacco alla sfiga si reagisce. Capisco che da fascista nostalgico di quell'ultimo periodo di "romanticismo", come ho letto su un tuo commento a Fuma62,non puoi avere molta forza per combattere, ma non sceglierti almeno un pupazzetto che passa la vita a tentare di intercettarne un altro. Non fa niente di niente, come te, immagino.
Io sono più vecchio di te, ma non me li sento sul groppo, sfigato abbastanza da poter dire di non aver mai avuto fortuna in vita mia, ma me ne frego, per rimanere sul linguaggio a te caro.
Di fronte a me, sulla mia scrivania, non tengo un Willy Coyote, ma una mia fotografia di quando avevo 25 anni. La guardo e mi vedo com'ero quando pensavo di avere il mondo nelle mani. Mi viene sempre da ridere, perché allora nella mani stringevo qualcos'altro: ce l'ho adesso il mondo nelle mani, perché adesso comincio a conoscerlo.
Svegliati, Enrico, ma sta attento a non cascare dal letto.
Enzo
Caro Vincenzo, innanzitutto buongiorno e grazie per avermi scritto. Vorrei rispondere alle tue "filippiche" in sintesi: Willy Coyote mi sta simpatico e basta (così come mi sta antipatico Beep Beep). Certo che non mi sento sfigato come lui (anzi) e ti spiego anche il perchè: ho sempre fatto nella vita ciò che mi piaceva, da ragazzo sognavo di girare il mondo per mare ed è quello che ho fatto per vent'anni per giunta a bordo di navi "divertenti" come quelle da crociera; sono alto 1 metro e 85, ho gli occhi azzurri, un fisico (ancora oggi) da atleta e da giovane facevo il modello per contribuire al pagamento dei miei studi; ho sposato una ex-modella con la quale vivo da quasi trent'anni (se tornassimo indietro entrambi ci risposeremmo e rifaremmom tutto ciò che abbiamo fatto insieme); ho due figli fantastici (uno di 26 anni pilota di linea da quasi quattro anni e una bambina, che ha poco meno di 9 anni, bellissima); vivo nel posto dove mi piace vivere; ho tanti amici in tutto il mondo (dato il mestiere che ho fatto) e, per giunta, una famiglia di origine con cui vado d'accordo. Ti sembro uno che non ha fatto niente, che non sia stato fortunato nella vita e che si possa sentire sfigato?
RispondiEliminaNon sono un "fascista" come tu lo intendi, ma non ho voglia di mettermi a spiegare a te cosa intendo, l'ho fatto con persone che hanno vedute più larghe delle tue (e l'hanno capito).
Sulla mia scrivania non tengo nessuna fotografia, tutte le immagini che mi servono le ho in testa e nell'anima e, se la vuoi sapere davvero tutta, io il mondo nelle mani (quello che vivo tutti i giorni) ce l'ho ancora adesso forse ancora di più di quando avevo 25 anni (mi piacerebbe sapere cosa stringevi nelle tue mani a quell'età......ma me lo posso immaginare).
Sono sveglissimo, caro Vincenzo, perchè ti posso garantire che dal letto non ci posso cascare dato che ho cercato di fare (riuscendoci) della mia vita , come diceva Hunamuno, un sogno.
Spero che Avatar ti piaccia (anche se in tedesco).
Un cordiale saluto
Enrico
Caro Enrico, sei stato punto da una vespa? Attraverso il tuo linguaggio morbido ed i tuoi modi assai educati, tipici quello e questi di chi come te ha vissuto una vita a bordo di navi da crociera, colgo l'irritazione di chi vorrebbe mandare l'interlocutore all'inferno ma non vuole o non può per Berufskrankheit, malattia professionale.
RispondiEliminaGrazie a Dio questa forma mentis mi manca e riesco a mandare affanculo chi ne ho voglia, quando ne ho voglia. Te no, come vedi.
E giochiamo a fare conoscenza. Hai cominciato tu!
Allora: io sono fascista, ma non come te. Perché io ho impiegato del tempo, ma sono alfin riuscito a capire e vedere le cose buone, poche, che il Fascismo aveva fatte (una su tutte, la bonifica dell'agro pontino), e le cose cattive, tante, che invece aveva a piene mani regalato al popolo d'Italia (la libertà tolta, il confino politico, le leggi razziali, la fatale guerra a fianco dell'alleato sbagliato, per citare le macroscopiche). Forse non ho vedute molto larghe, come amabilmente opini, ma sono intelligente quanto basta per pensare con la mia testa. Tu sei rimasto al romanticismo e non ti posso colare a picco, perché come te fu mia madre, la donna più importante della mia vita, che nel 1944 abbandonò il compagno della vita, mio padre, ed il figlio, me, per andare a morire insieme al Duce ed all'idea romantica che aveva della vita nella Repubblica di Salò.
Fu sfigata: non morì. A salvarla da chissà quali atrocità fu suo cugino Mario, capo di una unità partigiana (una famiglia ben composita la nostra). Così poté vedermi crescere, solo fino a 183 centimetri, e seguire nei molteplici avvitamenti e torsioni carpiate cui la vita mi ha costretto. Il fisico da modello lo avevo, ma non mi è passato manco pa a capa di sfilare motteggiando e sorridendo a destra e a manca.
Ho studiato all'Università nella facoltà di madicina finché mio padre ha lavorato. Fuori combattimento per malattia lui, io ho lavorato piantando La Sapienza di Roma senza alcun rimpianto. Ho sposato una donna meravigliosa, in cui la bellezza,anche se dirompente, era l'ultima delle virtù. Credo che mi risposerebbe oggi, quasi 47 anni dopo, come certamente la risposerei io. Mi ha dato quattro figli, belli, sani ed intelligenti, e soprattutto onesti, Enrico, che non mi hanno fatto mai vergognare. Come padre ho assolto il mio mandato con onore: le ragazze non si sono mai vendute, i maschietti non hanno mai varcato la soglia di un tribunale, e -cosa di cui mi vanto- nessuno dei quattro conosce la droga. Hanno fatto quel che volevano fare della loro vita, non li ho mai intralciati; hanno sposato gli uomini e le donne che si sono scelti. Ho accettato quelle quattro nuove persone come figli, e li ho trattati qualche volta meglio dei mei figli. Sono bravo?
No. Sono come dovrebbe essere ogni padre intelligente, e io lo sono, intelligente intendo.
Adesso ho sei nipotini, tre maschi e tre femmine, per i quali io sono "il nonno più migliore che si può". Mi spaccherei in quattro per loro; forse per quello sono il più migliore.
La foto sulla mia scrivania l'ha posta mia moglie, accanto ad una delle sue.
Non mi servono foto nè tantomeno specchi, mi conosco benissimo.
Hai immaginato in modo piuttosto grossolano, strano per un raffinato come te, mi stupisci Enrico!
A 25 anni non stringevo la mia verga fra le mani (perché tante sottigliezze di mestiere? diamo un nome alle cose), no, hai sbagliato: stringevo due semicoppe, anteriori o posteriori a tuo piacere.
Bella la citazione di Hunamuno, centrata: tu sogni ancora e trasformi i tuoi sogni in pagine di blog. I miei sogni li metto in cartelle e ci scrivo libri, che qualcuno pubblica a SUE spese.
Mi ha fatto comunque piacere averti conosciuto, anche se via internet, e l'idea che avremo ancora scambi di opinione mi gratifica e mi piace.
Ciao
Ciao Vincenzo, è un piacere conoscerti. Dico davvero. Vedi che parlare e scambiare opinioni è il modo migliore per un vivere civile. Scusa se ti sono sembrato punto da una vespa, ma ho risposto così al tuo commento perchè mi era sembrato che, senza assolutamente sapere niente di me, già potevi "giudicarmi". Ti posso garantire che abbiamo molte cose in comune, a cominciare da una bella famiglia. E non faccio nessuna fatica a credere che tu abbia dei figli bravi e intelligenti, che certamente hanno dato, a te e a tua moglie, tante soddisfazioni grazie anche all'educazione che siete stati capaci d'insegnare (si capisce che sei una brava persona da come scrivi).
RispondiEliminaIo, come forse sai, ho cominciato questo blog da pochissimi giorni grazie ad una "comune amica virtuale", altrimenti non mi sarebbe mai venuto in mente. Ci scrivo ciò che mi passa per la testa in quel momento, senza nessuna pretesa ne per me ne, tantomeno, per gli altri. Non credo che diventerò mai un blogger accanito (non ne ho ne la capacità ne la voglia), ma è un semplice passatempo che mi diverte.
Non voglio tediarti con altre parole, ma puoi credermi se ti dico che è un piacere scambiare quattro chiacchiere con te.
P.S. : neanche a me piaceva guadagnare un pò di soldi facendomi fotografare, ma a quell'età era l'unico modo per aiutare una madre vedova a mantenere un figlio agli studi (considerando, anche, che avevo tre sorelle più piccole di me).
Un caro saluto
Enrico
Cacchio, Enrico, se sei ANCORA così figo mettici la tua, di foto, al posto di quella del brutto coyote!
RispondiEliminaNessuno avrà più da dire sul tuo avatar, il tuo blog si riempirà di sostenitrici e i commenti si sprecheranno.
Vuoi mettere, commentare con davanti un bel paio di occhi azzurri e commentare davanti a quello sgorbio di coyote?
Ahhhh, il fascino del marinaio!!
Ciao Silvia, te l'ho inviata al tuo indirizzo e-mail. Non mi sognerei mai di pubblicare una mia foto sul blog (come te tengo alla privacy).
RispondiEliminaUn caro saluto
Enrico
Enrico, sei un grande, e non perchè sei alto 1.85, ma perchè sai tenere i nervi saldi davanti alle prosaiche provocazioni di Vincenzo il quale, non ho ancora capito il perchè, ogni tanto sente il bisogno di attaccare gratuitamente le persone. Penso che quando si va a casa di qualcuno, faccia parte delle più elementari norme della buona educazione il non offendere il padrone di casa. Se costui non ci piace e non condividiamo le sue idee, perchè volerlo frequentare a tutti i costi? E comunque, ci sono modi e modi per esprimere delle critiche, il farlo con rozzezza fa passare chi le esprime direttamente dalla parte del torto! Che malinconia leggere un linguaggio simile, soprattutto da parte di chi, per età ed esperienza, dovrebbe essere ormai saggio.
RispondiEliminaOrnella, che fai ricominci?
RispondiEliminaScusala Enrico, lei mi disprezza un pochettino, ma io me ne sono fatto una ragione.
Volevo rassicurarti: io non giudico nessuno, anche se lo conosco bene, perché i comportamenti di ciasacuno di noi sono estremamente individuali, comprensibili perfino quelli di Ornella quando mi dà del vaccaro; quindi non ce l'ho con nessuno, tanto meno con te che non conosco.
Il guaio è che sono un tantino polemico e mi piace la disputa, entro i limiti della tolleranza e dell'educazione, checcè ne pensi la bella isolana.
Te l'ho detto, mi ha fatto piacere parlare con te, e, se la cosa è reciproca, mi garba molto.
Alla prossima.
PS: per sopravvivere e mantenere me e la mia famiglia ho fatto cose turche, e non me ne vergogno.
Enzo
Vincenzo non sono io che ricomincio, è che proprio quando cominciavo ad intenerirmi nei tuoi confronti tu compi, esclusivamente a mio modesto parere, l'ennesimo passo falso riguardo al buon gusto e all'attacare gratuitamente le persone! E non ci posso far niente se io preferisco i gentlemen!
RispondiEliminaNon posso continuare ad approfittare della pazienza é della bontà di persone gentili come Fuma e come Enrico per tentare di calmarti.
RispondiEliminaIo la finisco qui, ma ne avrei di cose da dirti. Se ci tieni a sentirle fatti trasmettere da Silvia il mio recapito elettronico: Comunicami loe tue lamentele in diretta, così in diretta ti rispondo.
Buona serata.
Enzo
Per carità, Vincenzo! Preferisco piuttosto non commentare più nei blog dove commenti tu, per evitare di innervosirmi.
RispondiEliminaPertanto Enrico, è stato un piacere leggerti ed apprezzare il tuo stile da "ufficiale gentiluomo" e ti chiedo scusa, ma non posso stare nello stesso "ambiente" con persone che urtano la mia sensibiltà. Buona fortuna!
Ciao Ornella, mi dispiace molto per la tua decisione, che rispetto. Ma, imitando lo stile di Silvia, non me la sento di "oscurare" nessuno. Penso (e spero) che, se deciderai di tornare a commentare sul mio blog, Vincenzo eviterà di provocarti e di farti innervosire.
RispondiEliminaGrazie, comunque, per le tue visite ed i tuoi interventi.
Enrico