Ieri sera stavo riguardando un pò di fotografie scattate la scorsa estate durante una delle tante escursioni che faccio nel tempo libero. Mi era venuta la mania di fotografare le case di montagna, quelle nelle valli più isolate e dall'architettura più semplice, come, secondo me, dovrebbe essere una casa in montagna. Tra tutte, non so perchè, mi è piaciuta particolarmente questa che ho inserito in questo post. Mi da serenità e, al tempo stesso, mi mette allegria. Qualcuno potrà dire: "ma cosa ci trovi di allegro in una casetta isolata, sperduta, lontana da tutto e da tutti, immersa nel verde e nel silenzio"?. E la risposta é semplice: "esattamente questo".
lunedì 18 gennaio 2010
Casa di montagna
Ieri sera stavo riguardando un pò di fotografie scattate la scorsa estate durante una delle tante escursioni che faccio nel tempo libero. Mi era venuta la mania di fotografare le case di montagna, quelle nelle valli più isolate e dall'architettura più semplice, come, secondo me, dovrebbe essere una casa in montagna. Tra tutte, non so perchè, mi è piaciuta particolarmente questa che ho inserito in questo post. Mi da serenità e, al tempo stesso, mi mette allegria. Qualcuno potrà dire: "ma cosa ci trovi di allegro in una casetta isolata, sperduta, lontana da tutto e da tutti, immersa nel verde e nel silenzio"?. E la risposta é semplice: "esattamente questo".
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Caro Enrico, mi hai fatto venire le lacrime agli occhi. Mio padre era un eccellente fotografo dilettante; avrà scattato in vita sua diecine di migliaia di foto. Vedeva particolari interessanti anche in un secchio di metallo, lasciato a bordo campo accanto alla bandierina del calcio d'angolo di un campetto di provincia.
RispondiEliminaLe lacrime mi son venute pensando ad una gita fatta in Cadore io e lui soli, e la Leika.
Camminare e scattare; scarpinare e scattare; salire e scattare; scendere e scattare e mentre lui scattava io, qualche volta, ruzzolavo, ma felice di stare libero col mio miglior amico, lontano dalle grinfie di mamma e nonna.
Scattò tantissime foto in bianco e nero di case come quella che hai messo tu nel post.
Lui ci trovava quello che ci hai trovato tu; io riguardandola adesso ho sentito in gola di nuovo il primo sorso di libertà.
Non ti dico la cagnara tornati in albergo: ero sudicio come un maiale selvatico, e sudato, sudatissimo. Cagnara o no, fu un giorno felicissimo.
Grazie per avermelo fatto ricordare, quasi settanta anni dopo.
Pietra, eterna e solida pietra sotto, per resistere meglio agli attacchi esterni; legno sopra, per dare un tocco di colore al grigio del sasso, ammorbidirne la durezza, riscaldarne la freddezza, legno per farti sentire accolto. Pietra e legno, perchè la montagna è fatta di sassi e di alberi.
RispondiEliminaLe persone che prediligo sono fatte così, un mix di durezza e dolcezza.
Anch'io, del resto, vorrei essere come questa casetta: piccola e umile, ma che si basta così. Vorrei però essere tutta di pietra, fuori, per proteggermi, e riuscire così a nascondere il legno che c'è dentro, nelle mie stanze private, così che a nessuno venga in mente di farne un falò.
Granito, Fuma, scolpito a sbalzo che tiene l'urto di più, ma non per nascondere, per proteggere dalle intemperie. E poi lasciare ardere il legno che sta dentro. Non ho detto bruciare, perchè dà l'idea delle ceneri alla fine, mentre ardere dà l'idea del fuoco, del calore, dei tizzoni ardenti, appunto.
RispondiEliminaEcco il mix che prediligo.